Lo Chef Antonio Arfè al Bagno Elena

Lo Chef Antonio Arfè al Bagno Elena

Un “salotto del mare”, tra i più antichi d’Italia. Nato nel 1840, il “Bagno Elena” è, per antonomasia, lo stabilimento di Napoli. Molto più di un semplice “bagno”, rappresenta una parte importante della città, accogliendo quanti desiderano un “posto al sole” proprio vicino casa. «Ne è passato di tempo da quando a mare si veniva per salute, e della tintarella ci si preoccupava poco, ora l’utenza cerca altro, è più esigente ma, paradossalmente, più pratica. Non rispetta più il calendario canonico, ma si affida al meteo, vedendo in una giornata di sole un’opportunità da cogliere al volo. Tuttavia rimane invariato il nostro rapporto con la clientela, offriamo infatti professionalità condita di calore umano, quel calore che scalda sempre, anche con la pioggia». È Antonella Morra a parlare, manager, insieme al fratello Mario, dello stabilimento che, terminata l’epoca dei Limoncelli e dei D’Alessio, nel 1957 è passato, in gestione alla famiglia posillipina.

«Questo non è un lavoro – dichiara Antonella -, è parte della mia vita, è una passione che coltivo ogni giorno ed a cui mi dedico totalmente ». La città galleggiante che un tempo si estendeva per oltre centottanta metri dalla costa, con palafitte e cabine per un’utenza massiva, ora si è rifatta il trucco. Ha ridotto la piattaforma e limitato gli ingressi. «Desideriamo essere una piccola oasi, un punto di riferimento per i ragazzi, gli uomini d’affari e le famiglie, insomma, per la città, la città che – spiega Mario, presidente del sindacato italiano balneari Regione Campania -, non ci ha mai abbandonato, rimanendo fedele allo stabilimento». L’enorme complesso, infatti, con una disposizione naturale assolutamente unica, proprio nella baia di Donn’Anna (mitica insenatura di Posillipo, collina dell’incanto e della “tregua da ogni dolore”), e grazie ad un folto e qualificato personale, è un affresco costante dei tempi e delle mode, degli usi ed è proprio il caso di dirlo, dei costumi, che il mito dell’estate porta con sé.

Due secoli di storia (…e storie) per l’antico “Bagno” che, trasportato nel nuovo millennio da una “nuvola bianca”, Giovanni Morra, l’odierno proprietario, deve il suo nome a Pasquale D’Alessio; questi, infatti, ”socio di Gerardo Limoncelli, e azionista di minoranza del lido, nel 1899 – come racconta Aldo De Francesco ne ’Bagno Elena in Posillipo dal 1840. Due secoli di estati napoletane’, edito da Rigiosi – caldeggiò, essendo appaltatore di fiducia di corte, con saldi sentimenti di riconoscenza verso casa Savoia, il nome della futura regina” che, spesso a Napoli in incognito, era solita avventurarsi in lunghe e lente passeggiate che da piazza dei Martiri terminavano proprio in quella baia. Ma lo stabilimento, per la sua naturale vocazione e per l’atmosfera di libertà ed empatia che evoca, è diventato di recente un cult per eventi mondani e feste private. «Qualche tempo fa alcuni amici di famiglia chiesero di organizzare qui il ricevimento per il loro matrimonio. L’evento riuscì meravigliosamente ed anche gli ospiti furono entusiasti. Da allora – dichiara Antonella -, in tanti hanno scelto il “Bagno Elena” come location per un evento, Swatch e Calvin Klein tra i più recenti, deliziati anche dalla nostra cucina che si avvale di uno chef d’eccezione, Antonio Arfè». Già perché lo stabilimento accontenta l’esigente clientela non solo con un favoloso “posto al sole”, ma anche con piccole leccornie per i palati più raffinati, la qualità declinata alla tradizione ed alla leggerezza, soddisfacendo, anche chi, come i celiaci, spesso non può godere di qualche manicaretto partenopeo.